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QUANDO LA CITTA’ ED IL SUO SINDACO PERDONO LA MEMORIA STORICA
A Lamezia Terme, può succedere di tutto! Può succedere che per anni si scarica la fogna a mare senza che nessuno paghi. Può succedere che si costruisce mezza città abusivamente o che si scoprono quasi in pieno centro cave abusive. O ancora che si ammazzino persone o incendino attività commerciali senza che mai venga fatta piena luce su questi episodi. Ma possono succedere fatti anche apparentemente meno importanti ma che sottendono una caduta di tensione democratica: volantini e manifesti contro il 25 aprile, scritte sui muri inneggianti l’odio razziale e, per restare all’attualità, può succedere che il sindaco “antifascista” Gianni Speranza conceda l’autorizzazione all’associazione neofascista Punto Zenith per un convegno niente di meno che nella sala consiliare della città. Ma fatto ancora più grave che all’iniziativa prenderà parte uno dei personaggi più inquietanti dell’eversione fascista, Stefano Delle Chiaie.
Ai cittadini più distratti ma soprattutto al nostro amatissimo Sindaco vogliamo ricordare chi è Stefano Delle Chiaie e cosa, ancora tutt’oggi, rappresenta nell’articolato mondo della destra neofascista e soprattutto sottolineare che la nostra costituzione è fondata su una chiara posizione antifascista oltre, chiaramente a vietare la ricostruzione del partito fascista.
Stefano Delle Chiaie, detto “er Caccola”, ex segretario della sezione missina del quartiere Appio dal '56 al '58, quell'anno il Caccola aderisce all'organizzazione neonazista Ordine Nuovo il cui fondatore a Roma è un giornalista del quotidiano Il Tempo, Pino Rauti, noto per aver coniato la definizione "la democrazia è un'infezione dello spirito". Nato ufficialmente su posizioni di dissenso dalla linea parlamentaristica del Movimento Sociale, Ordine Nuovo - come del resto tutti gli altri gruppi e gruppetti frazionisti dal MSI - ha in realtà il doppio compito di ancorare ideologicamente i fascisti "puri" e più scatenati al controllo indiretto del partito e nello stesso tempo di assicurare al MSI la copertura necessaria per le sue attività a livello propagandistico-squadrista.
Ma questo tipo di servizi non è necessario solo al Movimento Sociale. Quando nel 1960 Stefano Delle Chiaie fonda i GAR (Gruppi di Azione Rivoluzionaria), viene contattato, per tramite di un deputato missino, da un funzionario del ministero degli Interni: siamo ai giorni del governo Tambroni che si regge in parlamento sui voti dell'estrema destra ed è utile che i GAR, i quali sino ad allora si sono limitati ad azioni squadristiche all'interno delle università, programmino un'attività clandestina di appoggio allo stesso governo e alle forze politiche ed economiche che lo sostengono, in previsione dei mesi caldi e dei violenti scontri di piazza che stanno per arrivare. Nel 1962 fonda Avanguardia Nazionale, movimento politico che si ispirava al nazismo e aveva come simbolo un rombo con il lati inferiori prolungati (una lettera dell'alfabeto runico).
Propagandava la lotta alla democrazia parlamentare, al neo illuminismo, all'alleanza fra il moderatismo cattolico e il riformismo socialista e sosteneva la grande Europa.
Caratterizzata da una ferrea disciplina interna, ha organizzato diversi campi paramilitari vicino Rieti e in altre località italiane.
Nel novembre del 2000 grazie sia alla decisione di Clinton ma soprattutto di Cia ed Fbi, viene messo fine al segreto di Stato sui documenti, riguardanti il Cile, Grazie anche all'azione di alcuni magistrati argentini che stanno ancora indagando sull'assassinio del generale cileno Carlos Prats (fuggito in Argentina dopo essersi opposto al colpo di Stato di Pinochet) e di sua moglie, avvenuto a Buenos Aires il 30 settembre 1974, molti nuovi elementi stanno emergendo. In particolare sul ruolo svolto, negli anni '70, da gruppi di neofascisti italiani arruolati come sicari e torturatori dalle peggiori dittature sudamericane. Per inquadrare meglio il contesto è indispensabile soffermarci sulla cosiddetta "operazione Condor", una delle parentesi più inquietanti di tutto il novecento. Con questo nome era definito il piano di repressione ed eliminazione fisica degli oppositori politici comunemente progettato dalle dittature latino-americane negli anni '70 e '80. Un'operazione su vasta scala, finanziata e protetta dagli Stati Uniti, su cui è stata ormai acquisita qualche tonnellata di documenti d'archivio. Dopo il colpo di Stato dell'11 settembre 1973 anche il Cile entrò a pieno titolo nel piano. Per alcune operazioni fuori dal Cile la Dina allestirà anche una sezione "estera" affidando, come vedremo, compiti esecutivi soprattutto a terroristi di estrema destra italiani.
Oggi è possibile, seppur parzialmente, ricostruire la storia di questa sezione riprendendo, da un lato, le carte di alcuni processi tenutisi anni fa a Roma per il tentato omicidio dell'esule cileno Bernardo Leighton e di sua moglie, avvenuto il 6 ottobre 1975, ma soprattutto leggendo alcuni recenti interrogatori svolti dal gip Guido Salvini, su delega (a seguito di rogatoria) di Maria Servini De Cubria, magistrato argentino che indagando sull'omicidio nel 1974 a Buenos Aires del generale Carlos Prats, ha tra l'altro incolpato come mandante Augusto Pinochet, ed avanzato al Cile una formale richiesta di estradizione.
Tra il maggio ed il luglio scorsi il dottor Salvini ha raccolto le deposizioni di diversi ex-terroristi di destra, tra gli altri di Vincenzo Vinciguerra e Pierluigi Concutelli. E' in particolare dalle parole di Vinciguerra, sentito il 22 maggio 2002 nel carcere di Opera, che abbiamo la conferma testimoniale, già emersa nei documenti statunitensi declassificati, delle attività dei neofascisti italiani, soprattutto di Avanguardia Nazionale, arruolata in quanto tale dalla Dina cilena.
«Nel 1974 il principe Junio Valerio Borghese si recò in Cile e si incontrò con il generale Pinochet nell'ambito della comune strategia anticomunista. Ciò mi fu detto da Delle Chiaie il quale, nell'occasione, fu presentato a Pinochet dallo stesso Borghese. Il generale Pinochet passò la prosecuzione dei contatti con Delle Chiaie al responsabile della Dina, il colonnello Manuel Contreras». Delle Chiaie e Pinochet si incontreranno in seguito anche altre volte, tra l'altro ai funerali di Franco in Spagna nel 1975, come risulta da documenti Fbi e dagli interrogatori di Piero Carmassi (altro esponente di An e guardaspalle di Delle Chiaie) e di Pierluigi Concutelli resi al giudice Salvini. «Mi trattenni in Cile - ha proseguito Vinciguerra - dal giugno 1977 al maggio 1978... In Cile abitai con altri italiani, quasi tutti latitanti, nella villetta vicino ad Avenida de los dos Leones... Tuttavia potevamo anche frequentare un ufficio messo a nostra disposizione dalla Dina in Avenida Portugal... Le persone che abitavano in Avenida de los dos Leones... sono state talvolta in momenti diversi, oltre a me, Stefano Delle Chiaie, Maurizio Giorgi, Augusto Cauchi e un francese di nome Jean (identificabile in Jean Helmer)... Non ho conosciuto personalmente Manuel Contreras, posso tuttavia dire che Delle Chiaie partecipava alle riunioni con lui come se fosse anch'egli un ufficiale della Dina a tutti gli effetti». Michael Townley, un cileno-americano agente della Dina, svolse funzioni da intermediario con i neofascisti di Avanguardia Nazionale, spostandosi a Roma nel luglio del 1975 per preparare l'attentato a Bernardo Leighton.
Numerose furono le "operazioni" che videro i neofascisti italiani nella veste di killer per conto delle dittature sudamericane, dei franchisti spagnoli e della Dina.
Stefano Delle Chiaie operò nel 1974 in Costa Rica contro la guerriglia comunista, altri di An intervennero a più riprese in Spagna contro l'Eta, sia per assassinare loro dirigenti che per imbastire provocazioni (Augusto Cauchi si rese tra l'altro protagonista del rapimento e dell'omicidio di un industriale cercando di far ricadere le colpe sui nazionalisti baschi). Stefano Delle Chiae, Augusto Cauchi, Piero Carmassi, Mario Ricci, Giuseppe Calzona e Carlo Cicuttini il 9 maggio 1976 parteciparono in Spagna, insieme ad altri neofascisti, all'assassinio a colpi di pistola di due giovani democratici a Montejurra nel corso di una manifestazione organizzata dal partito Carlista.
Nel processo, tenutosi a Roma nel 1987, Delle Chiaie e Concutelli furono assolti per insufficienza di prove. Qualche anno dopo per gli stessi fatti, sempre davanti alla Corte d'Assise di Roma, Michael Townley venne condannato a 15 anni. Nel 1995, Manuel Contreras (il capo supremo della Dina) e Neumann Iturriaga (capo della sezione estera della Dina) furono invece condannati rispettivamente a 20 e 18 anni di carcere. Ora, seppur a distanza di tempo, dopo gli interrogatori del giudice Salvini, il quadro si è completato.
A questo ci pare superfluo, perché a conoscenza di tutti, aggiungere e segnalare i legami che ci furono, durante la rivolta di Reggio Calabria, tra la destra eversiva, la massoneria e la ‘ndrangheta ma questa è un’altra storia (o forse no!).
(Il documento è tratta da un dossier redatto da Saverio Ferrari dell’Osservatorio Democratico e pubblicato su Liberazione in data 09.01.2003)
Lamezia Terme, 06.06.2008
per il Coord. Regionale di Sinistra Critica
Gennaro Montuoro