Sinistra Critica Calabria


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No alla base di Vicenza

FERMIAMO LA COSTRUZIONE DELLA BASE USA
BASTA CON LE SPESE MILITARI


Dopo aver bloccato per alcuni giorni i lavori di bonifica dell’aeroporto Dal Molin, prima fase del progetto di costruzione della nuova base statunitense, che dovrebbe ospitare la 173^ Brigata Aerotrasportata – la stessa che opera e ha operato nella guerra in Afghanistan e in Medioriente – le cittadine/i di Vicenza del “Presidio Permanente No Dal Molin” hanno chiamato tutte/i a partecipare a “tre giorni” di mobilitazione europea del 14/15/16 a Vicenza, e in particolare al grande corteo che attraverserà la città sabato 15. Sarà un’occasione fondamentale per esprimere il nostro appoggio alle azioni dirette per contrastare la base e per dimostrare quanto ampio è il fronte che si batte contro la militarizzazione e la guerra.
La costruzione della base a Vicenza è un tassello importante della più generale militarizzazione che i governi italiani perseguono da molti anni e che trova un momento fondamentale nei progetti finanziati dal Governo Prodi anche per il 2008: la seconda portaerei (Cavour), i caccia Eurofighter e gli F35/Joint Strike Fighter, le fregate Fremm, il progetto “soldato del futuro”, e così via. Sono questi i capisaldi delle politiche di guerra italiane – per questo anche nel 2008 aumentano le spese militari: un aumento complessivo (Previsione di Bilancio della Difesa più finanziamenti aggiuntivi dalla Finanziaria 2008) del 11,1%; dai 21,011 miliardi di € del 2007 a 23,352 (incluse missioni militari di “pace” all’estero, funzionamento difesa e sistema d’arma). In due anni le spese militari sono quindi aumentate di 5,570 miliardi di euro (quasi 11 mila miliardi delle vecchie lire).
La principale voce di aumento delle spese militari è quella relativa al “investimento”, cioè al riarmo delle Forze Armate italiane – in linea con quanto richiedono la Nato e l’Unione europea; e i finanziamenti aggiuntivi previsti dalla Finanziaria 2008 riguardano essenzialmente lo “sviluppo tecnologico”, cioè ancora una volta nuove e più sofisticate armi. Una logica pienamente inserita nelle strategie della “guerra globale permanente” – e nei compiti militari che derivano all’Italia dalla partecipazione alla Nato e dai vari trattati dell’Unione Europea.
Fermare la costruzione della base Usa a Vicenza è possibile: con la mobilitazione delle cittadine/i di Vicenza e con l’iniziativa di sostegno di tutte/i coloro che si battono contro la guerra “senza se e senza ma”.
Le/i parlamentari che si sono dichiarate/i contro la guerra possono fare adesso la loro parte: imponendo al Governo la moratoria della costruzione della base e non approvando l’aumento delle spese militari.
La mobilitazione di Vicenza contro la decisione di costruire la nuova base Usa è quindi importante per mettere un freno alle politiche militariste del governo e perché è una parte della più generale mobilitazione contro la guerra e le politiche di guerra. Queste lotte sul territorio (come in Sardegna, a Colleferro e ovunque) devono essere intrecciate tra loro ma devono anche sapersi intrecciare alla necessaria iniziativa contro le politiche di guerra – per la riduzione delle spese militari, le riconversione dell’industria bellica, il ritiro dei militari italiani da tutte le missioni di guerra.
Sinistra Critica ha espresso in Parlamento la sua opposizione alla politica estera del governo Prodi, alrinnovo delle missioni militari all’estero, all’aumento delle spese militari, alla costruzione della base Usa a Vicenza.

Chiamiamo tutte/i a partecipare alla
manifestazione nazionale del 15 dicembre a Vicenza

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