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Il programma di Sinistra Critica all’Unical
Piperno: «Qui tutti i concorsi sono truccati»
La sinistra dura e pura che non accetta i compromessi governativi ha presentato ieri mattina il suo programma all’Unical. La sede, gravida di fermento culturale e intellettuale, ha favorito un dibattito aperto e variegato che non può essere ridotto al linguaggio semplice e stereotipato della campagna elettorale.
L’iniziativa è stata promossa dal neonato partito "Sinistra Critica" nata pochi mesi fa.
Una costala di Rifondazione Comunista che ha deciso di uscire dal partito di Fausto Bertinotti e candidarsi da sola a queste elezioni ponendo come premier la precaria Flavia D'Angeli. Come candidata alla Camera era presente una giovane ricercatrice dell'università Tor Vergata di Roma Cinzia Arruzza, in più hanno partecipato il docente Franco Piperno e Carmelo Sergio studente Unical leader del collettivo studentesco Militanz-unical. «Gli ultimi governi - spiega Arruzza - hanno indebolito gli atenei italiani aumentando le tasse universitarie e rendendo inaccessibili i corsi per molti studenti con il numero chiuso, Il ministro Mussi infatti ha esteso il numero chiuso a tutti i corsi di laurea aumentando così la selezione di classe nelle Università. Inoltre sono aumentati i professori precari».
Su quest'ultimo punto la femminista approfondisce il discorso: «I precari nelle Università lo sono solo quando ritirano la busta paga ma in realtà svolgono molte più mansioni dei docenti ordinari, con i corsi, la produzione di tesi e le innumerevoli mansioni assegnategli». Franco Piperno su molti punti sì è trovato d'accordo con Arruzza ed ha subito lanciato parole dure su come si viene assunti nella nostra Università: «Tutti i concorsi che si fanno per avere un nuovo ricercatore, professore e altro sono interamente truccati».
Dopo questa sua pesante accusa al mondo accademico ha continuato spiegando «che i problemi dell'Università si risolvono non con maggiori aiuti economici al mondo dell'Università bensì rendendo autonomo il sapere, libero dalle imprese.
Le Università infatti non sono nate per trovare il lavoro alle persone, per questo esistono i Politecnici. Il suo compito era di estendere il sapere a più persone possibili. Oggi per far sì che l'Università si liberi dal mondo del lavoro occorre il reddito di cittadinanza. Un contributo da dare direttamente agli studenti in modo da diventare autonomi dai genitori visto che oggi studiare è un lavoro a tutti gli effetti. Non è un'idea rivoluzionaria in molti stati europei e in stati europei e in Canada è una realtà».
Il giovane studente Carmelo Sergio ha attaccato il modo in cui sono nati molti corsi di laurea: «Ci sono corsi come scienze turistiche o scienze dell'educazione che non sono corsi autonomi ma dipendono da diverse imprese presenti sul nostro territorio. Alcune direttamente dai servizi segreti e dalla questura come Scienze dell'Investigazione».
Antonio Arena
La Provincia Cosentina – 05.04.2008