Sinistra Critica Calabria


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depurazione 20.05.2008

Si continua a scherzare sul corpo degli operai e sulla salute dei cittadini


Ennesima bluff ieri al tavolo concertativo tra sindacati confederali e presidenza della Provincia di Catanzaro con i soliti scandalosi rimandi di responsabilità provenienti, trasversalmente, sia dal centrodestra che dal centrosinistra. A farne le spese, come al solito, sono gli operai che da circa due settimane sono in stato di agitazione davanti ai cancelli dell’impianto depurativo ed i cittadini che, per l’ennesima stagione balneare, si vedranno impossibilitati ad utilizzare le spiagge per la balneazione.
Il Sindaco Speranza, a questo punto, non può più nascondersi dietro falsi proclami e finti problemi di “legalità”: va immediatamente data una risposta concreta agli operai in lotta perché di aria non si vive e requisita la piattaforma depurativa. Così facendo si da continuità lavorativa alle maestranze in sciopero e si vede ripristinata una situazione – a questo punto si - di illegalità dovuta al disastro ambientale provocato da mesi e mesi di cattivo funzionamento dell’impianto nell’area ex SIR.
I cittadini di Lamezia e degli altri comuni ricadenti nella consortile continuano a pagare, sulla bolletta, una quota relativa alla depurazione pur non ricevendo un servizio adeguato. Solo questo dovrebbe spingere i sindaci di Lamezia, Gizzeria, Falerna, Filadelfia e Curinga a chiedere con forza l’immediato ripristino delle condizioni ambientale e del servizio di depurazione.
Inoltre continuano ad essere sottovalutate le ricadute igienico-sanitarie della cattiva depurazione: invitiamo tutti i cittadini a non aspettare luglio per accorgersi del problema ma di iniziare sin da subito un’azione di protesta contro il degrado delle nostre spiagge e delle nostre acque, facendo sentire la nostra voce a partire da un concreto sostegno agli operai che stanno lottando non soltanto per vedersi riconosciuti i salari arretrati ma anche per il ripristino ed il corretto funzionamento della piattaforma depurativa.
A questo punto però ci sentiamo in obbligo di chiamare in causa le associazioni ambientaliste e i partiti della Sinistra Arcobaleno di questa città affinché si mobilitino e facciano sentire la propria voce in merito alla vicenda depurativa.
Crediamo che la nostre richieste, sintetizzate in un volantino diffuso nei giorni scorsi a Lamezia, possa essere un buon punto di partenza per unificare la lotta ed incidere concretamente per il cambiamento.


Lamezia Terme, 20.05.2008


DEPURAZIONE A LAMEZIA: Piattaforma rivendicativa di Sinistra Critica


La situazione di completo fallimento delle politiche di privatizzazione dei servizi pubblici, come quelle sulla depurazione, è sotto gli occhi di tutti: a fronte di un arricchimento da parte delle imprese che gestiscono gli impianti, si riscontra un servizio pessimo e scadente con bollette delle utenze sempre più care!

Sinistra Critica chiede:

1. che la Giunta Speranza requisisca immediatamente l’impianto e che lo gestisca in maniera pubblica e trasparente applicando il principio di solidarietà per la determinazione delle tasse ai cittadini: niente profitti sui servizi pubblici!
2. che la stessa Giunta, si faccia carico delle sorti degli operai ex Gerica, pagando le mensilità arretrate e integrandoli nell’organico comunale affinché le competenze acquisite, negli anni di lavoro presso la piattaforma depurativa, non vadano perse.
3. che il sindaco Speranza e la Provincia di Catanzaro, rispettivamente massima autorità sanitaria della città e titolare della presidenza dell’ATO2, scongiurino l’ennesima pessima stagione balneare e garantiscano ai cittadini le condizioni igienico-sanitarie necessarie per la libera fruizione delle spiagge pubbliche e delle acque marine;
4. la bonifica immediata dell’area fociale del torrente Turrina che versa in gravissime condizioni ambientali: un’intera area stracolma di fanghi maleodoranti e con ciò ricordare al Sindaco che i sopralluoghi non vanno solo limitati all’impianto di depurazione ma a tutta l’area circostante. In questi anni ci sono stati morie di pesci e l’avifauna di acqua dolce e salmastra è quasi del tutto scomparsa;
5. che si applichi il principio di leggi “chi inquina paga” e che i responsabili materiali di quello scempio ambientali siano perseguiti per legge;
6. l’ASI e Lamezia Europa devono comunicare, pubblicamente, ai cittadini se esistono scarichi abusivi nell’area industriale e di chi è la responsabilità amministrativa e legale della manutenzione e del monitoraggio dei canali di scolo presenti nell’area ex SIR.

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