Sinistra Critica Calabria


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De Gennaro il bonificatore


De Gennaro, il bonificatore.


Quanto sta succedendo in Campania riguarda da vicino noi calabresi non solo per le conseguenze contingenti di vedere aumentare il volume di rifiuti da smaltire rispetto all’emergenzacolpevolmente dai governanti ai vari livelli, per certi versi, molto simile a quella della Calabria.
Le manifestazioni del 22 dicembre di Crotone e Gioia Tauro lo dimostrano
Secondo i dati dell’Aris – Agenzia di ricerche Informazione e Società -gli impianti contestati (centrali elettriche, rigassificatori, discariche, inceneritori, alta velocità, strade, autostrade, ponti ecc. ) erano 190 nel 2005 e 171 nel 2006, di cui il 62% legati al ciclo dei rifiuti (urbani e speciali), il 24% alla produzione di energia, il 9% alle grandi infrastrutture e il 5% ad altre tipologie.
A prima vista sembra che ci sia stato un contenimento delle proteste. Invece è esattamente il contrario. Tra il 2005 e il 2006 ben 109 impianti sono “scomparsi” dalle contestazioni: 16 sono stati costruiti, 14 sono in costruzione, i restanti risultano bloccati o i progetti definitivamente abbandonati. Quindi c’è stato un consistente ricambio negli impianti, nelle grandi opere contestate. E ciò è avvenuto in un contesto politico istituzionale e mediatico profondamente ostile nei confronti di comitati, di gruppi di cittadini, di associazioni che si oppongono alla loro realizzazione. Le resistenze, più o meno spontanee, di tutti questi soggetti hanno fatto fallire la campagna ideologica bipartisan messa in campo dal precedente governo, e proseguita dall’attuale governo con tanto di finanziamenti, costituzione di agenzie e enti, patrocinio di ministeri, per confinare le contestazioni nella manifestazione di una sorta di egoismo “
comunitario” e territoriale. Si è cercato, a dir il vero in modo piuttosto patetico, di sconfiggere le cattive pulsioni “nimby” – not in my back yard, non nel mio cortile – con le virtuose pratiche della strategia “pimby”- please in my back yard, per favore nel mio cortile. Gli obiettivi della campagna ideologica pimby erano “sviluppare e diffondere la cultura della comunicazione, del dialogo e della partecipazione in ambito territoriale, come fattori indispensabili nella realizzazione di impianti e infrastrutture strategiche per lo sviluppo del Paese”. Su questo versante il fallimento è stato completo. Ma c’è un altro aspetto che preoccupa il governo e varie amministrazioni locali soprattutto di centrosinistra. E’ entrata in crisi la strategiachecombinava una sorta di “monetizzare sociale dell’ambiente” e la “ mitigazione delle grandi opere”. Si fa una discarica in cambio di un parco pubblico, un inceneritore per un asilo nido e un centro civico, una strada a scorrimento veloce per due piste ciclabili, le abitazioni a ridosso della nuova autostrada saranno protette da barriere fonoassorbenti dell’ultima generazione e via di questo passo.
Ma le compensazioni sociali e ambientali, in situazioni definite sempre e comunque emergenziali, non possono essere realizzate senza il denaro che arriva dallo stoccaggio e incenerimento dei rifiuti o dagli oneri di urbanizzazione di grandi aree edificabili, la dura legge dei patti di stabilità degli enti locali e la riduzione dei finanziamenti statali non lo permettono. Questo lo scambio, questo il nucleo forte del ragionamento. compensazioni si sono rivelate illusorie, le mitigazioni in gran parte al di sotto di standard accettabili e i comitati che si oppongono alla devastazione ambientale e alla cementificazione del territorio crescono e si diffondono seguendo vie di radicalizzazione che non riconoscono tempi e modi della politica istituzionale. La rivolta contro la discarica di Pianura a Napoli è stata l’occasione per far scendere in campo De Gennaro: bisogna rompere il fronte, ottenere una vittoria esemplare. Colui che a Genovanel 2001 ha sperimentato la conversione poliziesca di reparti militari con esperienza in situazioni di guerra, oggi è chiamato a “bonificare” socialmente il territorio per mettere in “sicurezza”, anche con l’uso dell’esercito, i siti individuati per i rifiuti e probabilmente, domani, difendere i cantieri degli inceneritori.
Con questi presupposti la posta in gioco a Pianura va decisamente oltre le sacrosante richieste della popolazione che non vuole essere inquinata dalla riapertura della discarica.

Riguarda l’intera politica del cosiddetto ordine pubblico finalizzata anche se in parte, al controllo e alla repressione di quelle che di volta in volta vengono individuate come le “classi pericolose”: i comitati locali indisponibili a rientrare nei giochi e nella rappresentanza della politica tradizionale, i migranti, i giovani “devianti” ecc. Nell’incarico a De Gennaro c’è tuttavia esplicitamente il tentativo di operare un salto di qualità : la difesa e il sostegno a un sistema di accumulazione capitalistica flessibile che dev’essere riorganizzato in quei luoghi ove è investito da evidenti strozzature. Il flusso dei rifiuti è ormai parte integrante di quello chequalcuno definisce come modo di produzione capitalistico della natura e dell’ambiente. sta la miopia, nei fatti complice, dei partiti della Arcobaleno e di varie associazioni ambientaliste che continuano ad avanzare interpretazioniraffazzonate, non sempre in buona fede, del rapporto tra ambiente e valorizzazione del capitale.
Come se alla “ crescita” bastasse contrapporre i comportamenti supposti virtuosi della “decrescita” e lo “sviluppo” possa essere imbrigliato dall’aggettivo “sostenibile”.

Calabria Ora - 12/01/2008


per Coordinamento Regionale Sinistra Critica
Giovanni Peta

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