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C’E' CHI DICE NO
Ogni anno puntualmente d’estate riemerge il problema del mare sporco scomparso dall’agenda politica e dagli occhi dei bagnanti durante i mesi invernali (eppure i fiumi continuano a trasportare scarichi fognari, industriali e chimici, e il mare è sempre più inquinato).
Solo in presenza di una visibile emergenza che pregiudica gli interessi economici del settore turistico il problema diventa d’attualità. Cosi le due ultime giunte regionali che si sono succedute hanno prima fatto sparire i fondi per i depuratori (giunta di centrodestra Chiaravalloti), poi hanno dato risposte parziali e di facciata (giunta di centrosinistra Loiero).
I problemi ambientali o si affrontano seriamente e a tempo giusto o si ripresenteranno poi in forme emergenziali (il caso dei rifiuti in Campania è emblematico) e i danni alla salute li pagheranno i cittadini. Nel nostro territorio in particolare oltre all’inquinamento fognario che si riconosce facilmente da quella puzza appiccicosa che ci si sente addosso dopo avere fatto il bagno c’è un inquinamento invisibile molto più pericoloso che è caduto nell’oblio. Negli anni passati, poco al largo delle nostre coste, sono state affondate alcune carrette del mare cariche di rifiuti tossici.
Le notizie trapelate sui giornali, anni dopo, sono state lasciate cadere in sordina, nessuna ricerca pubblica è stata fatta per rilevare i punti di affondamento, per provvedere alle rimozioni dei relitti o per monitorare le acque circostanti. I relitti sono ancora li in fondo al mare con il loro carico di morte e i pesci che li frequentano arrivano poi sulle nostre tavole. Le sostanze tossiche una volta ingerite restano dentro il nostro corpo per sempre producendo tumori.
Il nostro sindaco in quanto tutore del territorio comunale e massima autorità sanitaria locale dovrebbe vigilare sull’abbandono in cui versa il nostro territorio fra discariche abusive un po’ dappertutto, eternit abbandonato sul lungomare, automobili rottamate in montagna.
Dovrebbe iniziare una seria raccolta differenziata della spazzatura - per intenderci quella porta a porta - anche perché l’emergenza rifiuti sta arrivando anche qui e il rimedio è peggiore del male: il termovalorizzatore dovrebbe essere costruito nella zona di Rende, inoltre dovrebbe chiedersi sul perché dell’incremento di tumori nella nostra area.
Ma padre Perrotta (la cui sensibilità ambientalista è nota per avere lasciato al verde le casse comunali) ha la sua via personale per tutte le emergenze. Da quando è stato eletto sindaco ha piazzato le effigie e le statue di San Francesco nei punti strategici del paese e per completare l’opera di protezione del paese, copre il suo lato più vulnerabile, il mare, adagiandovi sul fondo una statua del santo. Una volta esorcizzati i problemi si dedica con il massimo impegno allo sviluppo economico e turistico del paese promuovendo la costruzione del porto, una grande opera di cui tutti sentiamo la mancanza e che ci porterà a concorrere economicamente con una altra fiorente cittadina costiera che ha avuto un impetuoso sviluppo dopo la sua realizzazione: Cetraro. Una marea di turisti scaricati da navi di crociera si riverseranno sulle nostre spiagge (sparite nel frattempo per l’erosione dovuta alle correnti marine) e si tufferà nelle nostre acque (pregne di gasolio, rifiuti tossici e melma). L’idea distorta di progresso (di cui è portatore anche il nostro sindaco) secondo cui il benessere di una società migliora solo se aumenta il suo PIL serve a promuovere le grandi opere pubbliche e quindi a giustificarne gli enormi costi. Eppure il PIL aumenta anche in conseguenza di eventi luttuosi quali guerre, epidemie, catastrofi naturali, quindi non misura il benessere primario quale la salute.
Questo modello di sviluppo propagandatoci da politici locali e nazionali di destra o di sinistra non ammette critiche e evita che voci autorevoli di dissenso raggiungano attraverso la tv o i giornali il grande pubblico e organizza il consenso presentando di volta in volta la sua soluzione al problema come l’unica l’inevitabile e necessaria. Cosi dopo una lunga propaganda di regime denigratoria (il popolo campano in lotta è camorrista) e persino razzista (come se i rifiuti derivassero da un problema culturale dei campani e non da uno sbagliato modello di sviluppo) che per anni ha demonizzato il popolo del no (quello che lotta contro lo scempio del territorio su cui vive, per la difesa dei beni comuni, contro lo sperpero di denaro pubblico, per la tutela della salute) additandolo come portatore di interessi egoistici, il nuovo governo forte della mancanza di una opposizione politica gli ha dichiarato guerra.
A Napoli il governo sistemato all’hotel Vesuvio con vista panoramica sul golfo di Napoli - 4000 euro per notte la suite da 700 a 3500 le altre stanze - ha deciso la linea dura per chi si oppone alle grandi opere pubbliche a partire dagli inceneritori come prova generale per l’eliminazione di ogni forma di dissenso sociale. Ha deciso tramite decreto legge che discariche e inceneritori sono siti di interesse strategici difesi dall’esercito in modo che nessuno occhio indiscreto sveli quanti e quali tipi di rifiuti arriveranno, quali ditte gestiranno i traffici. Ha deciso di tutelare l’interesse del paese (quello degli industriali che costruiscono i termovalorizzatori, dei camorristi proprietari di discariche e dell’industria farmaceutica che lucra sui tumori) e usare Manganelli e galera per le popolazioni che vi si opporranno e per dare un buono esempio fa caricare donne, vecchi e bambini in prima fila al presidio di Chiamano.
Prova ad organizzare il consenso attraverso la strada della persuasione televisiva attraverso i suoi rappresentanti politici, industriali, economisti,giornalisti invita i cittadini in lotta attraverso il viso rassicurante del ministro della difesa La Russa ad avere fiducia nel commissario Bertolaso.
Ma il giorno dopo sui giornali si apprende che alcuni dei più stretti collaboratori di Bertolaso sono indagati per traffico illecito di rifiuti. La diffidenza dei cittadini è motivata soprattutto quando trapela la notizia che afferma che non una ma 435 inchieste internazionali provano un aumento spaventoso dal 6 al 20% di tumori e nascite malferme in prossimità dei termovalorizzatori.
La notizia che interessa la salute dei cittadini soprattutto quelli che vivono o vivranno nelle vicinanze dei termovalorizzatori è pubblicata in un articoletto (n1052 pag 90 Venerdi di Repubblica del 16-5-2008) nascosto nell’impaginazione e fuorviante nel titolo ma chiaro nel contenuto.
La strada della persuasione raggiunge poi la farsa quando i professionisti della spazzatura cercano di rifilare alla Germania treni con “monnezza” radioattiva la stessa che volevano fosse accettata come sicura dai cittadini nella discarica di Chiamano.
Ma i cittadini campani che vivono da molti anni nei pressi di discariche o inceneritori sanno quale è il prezzo da pagare in termine di malattie che si presentano anche dopo 15 - 20 anni e di morte per la loro realizzazione e nessuna bugia di stato potrà convincerli del contrario.
Se a questi signori, rappresentanti del pensiero unico interessasse veramente il benessere dei cittadini campani avvierebbero nei territori inquinati campagne di bonifica dei e indagini sanitarie.
Ma non è sicuramente questo il loro obiettivo. Ecco perché lo slogan più gridato nelle manifestazioni denunciava che per loro discariche e inceneritori sono una miniera d’oro, per noi devastazione miseria e tumori. Altre soluzioni sono sempre possibile in un paese democratico e sono persino più vantaggiose (bollette della spazzatura meno care e più posti di lavoro) ma qui in Italia siamo in presenza di un PENSIERO IDEOLOGICO INTEGRALISTA che non ha capacita e volontà di confronto coi cittadini.
La raccolta differenziata, ad esempio, ridurrebbe dell’80% la quantità di rifiuti ma non è praticata per una precisa volontà politica e perché scelta alternativa all’incenerimento perché se la quantità di rifiuti portati ad un inceneritore fosse troppo bassa i profitti per i proprietari malgrado gli aiuti di stato sarebbero nulli.
Il PIANO RIFIUTI ZERO risolverebbe il problema ma di questo non si parla. Solo i cittadini possono autorganizzandosi e alleandosi con altre realtà in lotta evitare che il diritto alla salute diventi merce di scambio per un falso progresso in Campania come in Val di Susa, a Vicenza come a Gioa Tauro.
Paola (CS), 17 giugno 2008
Sinistra Critica
Partito Comunista dei Lavoratori
Rifondazione Comunista