Sinistra Critica Calabria


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Cannavò visita il CPT di Lamezia

Il portavoce nazionale Cannavò in Calabria per presentare le liste
Sinistra critica: «Bisogna sciogliere il consiglio regionale e abolire i Cpt»

LAMEZIA TERME- «I centri di permanenza temporanea non dovrebbero esistere. Andrebbero subito aboliti»: non ha dubbi il deputato Salvatore Cannavò - portavoce nazionale di Sinistra critica - uscendo ieri dal Cpt di Lamezia. Prima tappa, Lamezia, del tour di presentazione delle liste, per poi spostarsi a Cosenza, dove in serata ha chiesto lo scioglimento del consiglio regionale, perché «in Calabria più che mai serve una sinistra alternativa al Pd senza se e senza ma», e «il Pd in questa terra non ha la faccia paciosa e rassicurante di Veltroni, ma quella molto concreta delle connivenze e delle corruzioni».
Cannavò a Lamezia volge dunque nuovamente lo sguardo indietro verso quella struttura circondata dalle alte reti di recinzione e quel cortile assolato animato da extracomunitari, in una tiepida giornata invernale, mentre raggiunge i cancelli d'uscita del centro, dopo due ore di perlustrazione di una realtà definita un luogo della sofferenza.
Un viaggio-indagatore attraverso i «luoghi della sofferenza» nel percorso elettorale di Sinistra critica che ieri mattina ha fatto appunto tappa nel centro di "Pian del Duca" per focalizzare e riaffermare «il valore dei diritti fondamentali dell'uomo e della propria esistenza», il deputato Cannavò, candidato alla Camera in Calabria, unitamente a Gennaro Montuoro e Giovanni Peta del coordinamento regionale di Sinistra critica, accolti da Raffaello Conte - responsabile della cooperativa “Malgrado Tutto" che gestisce il centro - hanno voluto tastare le condizioni della struttura, considerato che la chiusura dei Cpt di tutta Italia costituisce uno dei punti prioritari del loro programma politico.
Uno "scrutinio" non positivo seppur le aspettative sul Centro, a quanto pare, erano ancor più negative prima di varcare la soglia della struttura: «Mediamente la situazione igienico-sanitaria è accettabile - afferma il deputato Cannavo a conclusione della visita nel Cpt - così come la cucina ed il cibo. Ma si potrebbe fare di più. Di questo Cpt mi colpiscono le dimensioni, troppo ristrette ed anguste, con una recinzione che batte, direttamente sui muri esterni, sul cortile e sulle stanze, determinando così un'oppressione molto forte. Alcune zone sono fatiscenti, così come letti e coperte. All'interno ho constatato che sono ospiti degli afghani che da dieci giorni non sono riusciti ad avere alcun interlocutore della loro lingua. Ma non è una questione di dettagli bensì di fondo, di principio. Le strutture dei Cpt sono irriformabili - sottolinea Cannavò - non riescono ad essere efficaci per i compiti rispetto ai quali sono stati costituiti. I problemi sono sempre gli stessi, quali la difficoltà a gestire le persone trattenute, disservizi interni, e l'incredulità degli extracomunitari che pur non avendo commesso reati, si pongono continuamente una domanda: Perché siamo qui?». E aggiunge: «A dieci anni dallo loro costituzione, i Cpt non hanno risolto i problemi», seppur introdotti con la legge numero 40 del 1998 denominata "Turco-Napolitano". Ma Cannavò non ha remore ad affermare di aver «rotto con il centrosinistra e non ho problemi a manifestare la mia contrarietà rispetto al fatto che i Cpt sono nati con la legge Turco-Napolitano. Quando sono nati i Cpt, eravamo profondamente contrari. Abbiamo sempre avversato la Turco - Napolitano e la Bossi-Fini, m questi due anni di Governo non è stato fatto nulla. Nessun minimo passo in avanti e si continua a detenere" molte persone. I Cpt andrebbero chiusi ed andrebbe affrontato di petto il problema dell'immigrazione sul piano sociale e non solo sulla sicurezza.
Va fatta una separazione netta: chi commette reati va in carcere, ma chi non commette reati non può essere imprigionato» . Per il deputato di Sinistra critica, necessita un forte controllo sulla gestione privatistica dei Cpt, e lo Stato dovrebbe svolgere un controllo serio sugli standard minimi igienico-sanitari, sulle forniture e sul rispetto delle condizioni di lavoro interne contro eventuali precarietà».

Il Quotidiano – 19 marzo 2008


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