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Calabria zona franca?
Sinistra Critica sostiene le lotte dei comitati territoriali in difesa del territorio Calabrese è sarà presente alle manifestazioni del 22 dicembre di Gioia Tauro e Crotone per chiedere uno stop alle scellerate politiche ambientali della Regione Calabria e del Governo Prodi.
Le scelte di raddoppiare l’inceneritore di Gioia Tauro e di ampliare di ulteriori 2.600.000 metri cubi la discarica di località Columbra a Crotone, nonché la realizzazione delle nuove centrali turbogas, rappresentano un ulteriore dimostrazione di come il Mezzogiorno d’Italia sia diventato una sorta di enorme “zona franca” dove forti sono gli intrecci tra multinazionali dell’ambiente, ‘ndrangheta e potere politici deviati.
Interessi che vanno ben oltre i “semplici raddoppi” e che tendono, in maniera sempre più pervasiva, ad individuare nuovi settori strategici dove poter penetrare e massimizzare i profitti.
Basta pensare ai nuovi parchi eoliche e ai forti interessi manifestati dalle “multinazionali del rinnovabile” per le installazioni in Calabria: oltre 600 nuove pale andranno a deturpare quasi irrimediabilmente il paesaggio naturale e i delicati microclimi locali senza una reale esigenza energetica visto che la nostra regione produce un eccedenza energetica di circa il 30%.
In Calabria quindi, dietro la questione ambientale, si stanno irrimediabilmente depauperando intere zone ad alto pregio ambientale, agricolo, e forestale svendendo per l’ennesima volta - ai soliti mercanti di turno - le nostre terre.
Gli interessi economici in ballo sono talmente elevati e pervasivi da influenzare a tal punto i contenuti dei piani energetici e dei rifiuti - locali e nazionali – tendendo a far adottare solo in maniera marginale tutte quelle misure ambientali veramente alternative, come la promozione della raccolta differenziata totale, della raccolta dell’umido porta a porta, del solare termico e fotovoltaico, dell’edilizia pubblica e privata a basso impatto energetico, dell’incentivazione e potenziamento dei servizi di trasporto pubblico su vettori eco-compatibili, ecc…
Tutto ciò nonostante la comunità scientifica internazionale sia unanimemente convinta che un approccio alternativa ai consumi delle risorse naturali sia doveroso e possibile e nonostante oramai ovunque sul tutto il territorio nazionale siano in atto presidi di democrazia popolare che chiedono semplicemente partecipazione dal basso alle scelti che riguardano il loro territorio, la loro salute, i beni comuni, il loro futuro!
22 dicembre 2007