Sinistra Critica Calabria


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Art. depurazione Lamezia

Il Quotidiano - 18 aprile 2008

Gennaro Montuoro accusa il sindaco di non avere reso pubbliche le analisi sulle acque

Un mare sporco e inquinato
Esposto di Sinistra Critica alla Procura della Repubblica


A BOCCE ferme, subito dopo la campagna elettorale, Sinistra Critica annuncia di aver presentato un esposto presso la Procura della Repubblica di Lamezia, sulle condizioni ambientali in cui versano le acque del Turrina, la sua foce e, più in generale, le acque di balneazione della costa lametina. Ed a quanto pare gravissime risultano le condizioni sanitarie ed ambientali lungo le nostre coste, naturalmente, a seguito di regolare sopralluogo avvenuto sabato 12 aprile, da parte dei dirigenti di SC. Il secondo passo di Sinistra Critica è quello dì rivolgersi alla giunta e, nella fattispecie, al sindaco Speranza, in qualità di massimo responsabile sanitario della città, affinché diano risposte certe ai cittadini lametini in merito alla situazione dell'impianto di depurazione sito nell'area industriale, comunicando pubblicamente i risultati delle analisi sulle condizioni dell'acqua all'uscita del depuratore, nel canale e alla foce del torrente Turrina, nonché sulle acque della costa.
«La promessa del sindaco Speranza di requisire l'impianto appare l'ennesimo tentativo di scherzare con la salute e l'intelligenza dei lametini: è bastato un richiamo dell'ex presidente Traversa per far rientrare la protesta! E perché questa giunta non ha reputato utile pubblicare e rendere note le analisi delle acque, effettuate dall'Arpacal e della Regione, e relative all'impianto di depurazione?».
Le condizioni igienico-sanitarie appaiono veramente gravi: a fronte di un area della foce considerata, dal punto di vista naturalistico ed ambientale, fra le più interessanti e meglio conservate dell'intera costa lametina, si riscontrano pesanti fenomeni di inquinamento dovuti a depositi di sostanze nerastre maleodoranti rilasciate sul fondo del canale di scarico e nelle acque del torrente Turrina. Tali sostanze poi si riversano a mare proprio all'altezza del pontile della SIR dove numerosi sono i cittadini, abituali ed occasionali, che sfruttano la struttura, oramai fatiscente, per la pesca.
Inoltre nella stessa area ci sono evidenti tracce di recenti lavori di pulizia del suddetto canale e, cosa molto grave, parte dei fanghi estratti sono stati depositati lungo il bordo del canale stesso.
A questo punto il responsabile di Sinistra Critica di Lamezia Teme, Gennaro Montuoro, lancia un sospetto che se confermato aggrava la situazione, e cioè «se quei fanghi provengono dal fondo del canale e sono il risultato di una cattiva depurazione, sicuramente dovevano essere trattati come rifiuti speciali e quindi non potevano essere abbandonati lungo i bordi del canale di scarico; lavori di pulizia che hanno, per l'ennesima volta, modificato il percorso del Turrina». Infatti il nuovo scarico intercetta il torrente sversando direttamente a mare, lungo un tratto di spiaggia all'altezza del vecchio Pontile dell'ex area SIR, parte delle sostanze nerastre e maleodoranti sopra de-scritte, che anche senza analisi chimiche fa capire quale sia la qualità delle acque utilizzate dai cittadini durante la stagione balneare.
«Se a questo aggiungiamo che da un canale secondario, pare proveniente dall'area industriale, trasversale al principale, incalza ancora Montuoro, sono osservabili sversamenti di una sostanza oleosa biancastra di non facile identificazione ma che certamente, visto la consistenza ed il colore, non apparivano essere sostanze innocue alla salute ed all'ambiente, il quadro diventa veramente allarmante!».
Da tutto ciò emergono fatti e circostanze preoccupanti per la salute e l'incolumità dei cittadini nonché per la salvaguardia del patrimonio naturalistico costiero oltre che, appare compromessa, e per l'ennesima volta, là prossima stagione balneare estiva.
Sinistra Critica si chiede «perché la giunta, l'ASI e LameziaEuropa non abbiano ancora verificato fino in fondo se eventualmente esistano scarichi industriali, o esterni, abusivi nei canali dell'area ex SIR, visto che insistono nella stessa diverse aziende per il riciclaggio di rifiuti e per la produzione che trattano sostanza chimiche altamente inquinanti».
Forse i cittadini, conclude Montuoro, «avrebbero apprezzato di più una battaglia intransigente sulla depurazione e l'efficienza dell'impianto; una lotta che garantisca un mare pulito, il mantenimento del livello occupazionale e per una gestione pubblica e trasparente dell'impianto.

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