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Calabria Ora – 10.06.2008
«L'acqua è potabile o meno?»
Sellia Marina, Maida di Sinistra critica chiede lumi all'amministrazione
Il coordinatore regionale di "Sinistra critica" Pietro Maida vorrebbe capirne di più e meglio relativamente a quale sia la situazione dell'acqua a Sellia Marina. Ed è proprio Maida a evidenziare in una nota come questo tema interessi "poco o nulla i nostri amministratori, figuriamoci se un'amministrazione comunale può perdere del tempo prezioso per dare risposte ed eventualmente fornire gli atti richiesti ad un cittadino che legittimamente vuole sapere se l'acqua pubblica del suo comune e potabile o meno». Madia fa una serie di richieste a chi di competenza all'interno del Comune dell'Alto Ionio catanzarese per vederci chiaro, ma prima ancora racconta la storia di una vicenda che è durata forse più di un anno e che, a quanto pare, non si è ancora del tutto conclusa.
Madia racconta come il Comune di Sellia Marina, con ordinanza numero 1 del 12/01/2007, ha inibito l'utilizzo per scopi potabili dell'acqua erogata dallo stesso comune in tutto il territorio comunale. Una tale ordinanza faceva seguito al telefax inviato nella stessa data con numero di protocollo 91 dalla regione Calabria Dipartimento di Prevenzione, Unità operativa di Igiene degli alimenti e della nutrizione con il quale veniva comunicato l'esito sfavorevole delle analisi effettuate dal laboratorio Arpacal in data 11/01/2007.
A seguito di tale ordinanza ci si aspettava a sentire Maida che l'argomento diventasse oggetto di discussioni e dibattiti nelle locali sezioni di partiti politici (a Sellia Marina sono proprie tante), consigli comunali che affrontassero il problema per risolverlo in maniera definitiva o, almeno, per predisporre un servizio di autocisterne con acqua potabile per sopperire alla non potabilità di quella comunale, pubblicazione di ulteriori ordinanze a revoca di quella inibitoria per il superamento del problema, ma non si è visto nulla di tutto ciò. Un argomento tabù lo definisce Maida che puntualizza come il 7 maggio scorso e pertanto a distanza di circa diciotto mesi dall'ordinanza del 12 gennaio di un anno fa, un cittadino presenta richiesta all'ufficio Protocollo dello stesso comune (protocollo numero 3702) una richiesta, ai sensi della normativa e dei regolamenti vigenti, sull'evoluzione della questione a seguito della prima ordinanza al fine di stabilire se effettivamente l'acqua è o meno potabile, nonché per consentire la legittima richiesta di riduzione del canone dell'acqua potabile relativo agli anni 2006 e 2007. A quanto pare «non solo non riceve alcuna documentazione, ma - continua Maida - visto l'argomento non si è nemmeno degni di una risposta che spieghi le ragioni del rifiuto". Per Maida sorge in maniera naturale il sospetto che la situazione non è cambiata rispetto alla non potabilità dell'acqua, ma risulta ancora più grave il fatto che conviene sempre non disturbare il manovratore intento a far si che meno se ne discute meglio è per tutti. «È mai possibile — si chiede ancora Maida - che ancora oggi l'unica preoccupazione è il pagamento del canone e non la salute dei propri concittadini? Perché si approvano Piani, comunali di spiaggia e quant'altro allo scopo di incentivare il turismo quando materialmente non si è in grado di poter garantire i servizi minimi ai cittadini?. La trasparenza dell'operato della pubblica amministrazione è solo utopia?». Dunque il problema è molto più serio di quanto appare. Da qui Maida non comprende per quale ragione non si possono avere questi atti e non si capisce il motivo per cui l'intero panorama politico rappresentato nel territorio selliese (pdci, pd, pdl, an, ecc.) non decide di organizzare una vera e propria mobilitazione sociale su un problema che interessa l'intera collettività e non il singolo.
«Forse è vero che i pozzi sono stati invasi da porcherie provenienti da pozzi neri situati nelle vicinanze e - si chiede Maida - se l'unico modo per usarne sarebbe la creazione di un nuovo sistema idrico».
(r. c.)
Il Quotidiano – 10 giugno 2008
Sellia Marina - Per conoscere la qualità dell'acqua
Maida chiede di visionare la revoca dell'ordinanza di non potabilità
SELLIA MARINA -"L'acqua potabile a Sellia Marina è un tabù". È quanto scrive senza mezze misure Piero Maida, del coordinamento regionale di Sinistra Critica, dopo che aveva fatto apposita richiesta agli uffici comunali degli atti inerenti l'ordinanza di non potabilità dell'acqua, del 12 gennaio 2007 e l'eventuale revoca da parte del sindaco della cittadina. Richiesta protocollata lo scorso 7 maggio e nessuno dell'Amministrazione, cui era indirizzata, si è preso la briga di rispondere.
«Sorge in maniera del tutto naturale - scrive Piero Maida - il sospetto che la situazione non è cambiata rispetto alla non potabilità dell'acqua, ma risulta ancora più grave il fatto che sembra che meno se ne discuta meglio è per tutti. Mi chiedo, allora: è mai possibile che ancora oggi l'unica preoccupazione è il pagamento del canone e non la salute dei propri concittadini? Perche si approvano pani comunali di spiaggia e quant'altro allo scopo di incentivare il turismo quando materialmente non si è in grado di poter garantire i servizi minimi ai" cittadini? La trasparenza dell'operato della pubblica amministrazione è solo utopia?».
Un silenzio, quindi, secondo quanto denuncia il componente della Sinistra Critica, che potrebbe essere più serio di quanto sembra. «Altrimenti non si riesce a comprendere - incalza Piero Maida - per quale ragione non si possono avere questi atti ed al tempo stesso non si capisce il motivo per cui l'intero panorama politico rappresentato nel territorio selliese (pdci, pd, pdl, an, ecc.) non decide di organizzare una vera e propria mobilitazione sociale su un problema che, in fondo, interessa l'intera collettività e non il singolo».
«Forse è vero che i pozzi sono stati invasi da porcherie provenienti da pozzi neri situati nelle vicinanze e, pertanto - aggiunge - l'unico modo per uscirne sarebbe la creazione di un nuovo sistema idrico. Ma se mai si discuterà del problema, quando mai potremo avere acqua potabile dai rubinetti delle nostre case?». Dubbi, i suoi, che gli addetti ai lavori dovrebbero sciogliere per l'interesse di tutta la comunità selliese e dei tanti turisti che stanno arrivando per le vacanze.
e. g.