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ACQUA NON POTABILE DA PIU’ DI ANNO O FORSE PIU’
Come al solito la salute dei cittadini è un tema che poco o nulla interessa ai nostri amministratori, figuriamoci se un’amministrazione comunale può perdere del tempo prezioso per dare risposte ed eventualmente fornire gli atti richiesti ad un cittadino che legittimamente vuol sapere se l’acqua pubblica del suo comune è potabile o meno.
Il Comune di Sellia Marina, con ordinanza numero 1 del 12/01/2007, ha inibito l’utilizzo per scopi potabili dell’acqua erogata dallo stesso comune in tutto il territorio comunale. Chiaramente tale ordinanza faceva seguito al telefax inviato in pari data con numero di protocollo 91 dalla Regione Calabria Dipartimento di Prevenzione, Unità Operativa di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione con il quale veniva comunicato l’esito sfavorevole delle analisi effettuate dal laboratorio ARPACAL in data 11/01/2007.
A seguito di tale ordinanza ci si aspettava che l’argomento diventasse oggetto di discussioni e dibattiti nelle locali sezioni di partiti politici (a Sellia Marina sono proprie tante), consigli comunali che affrontassero il problema per risolverlo in maniera definitiva o, almeno, per predisporre un servizio di autocisterne con acqua potabile per sopperire alla non potabilità di quella comunale, pubblicazione di ulteriori ordinanze a revoca di quella inibitoria per il superamento del problema, ma non si è visto nulla di tutto ciò. Anzi trattasi di argomento tabù e se, in data 07/05/2008 e pertanto a distanza di circa diciotto mesi dall’ordinanza numero 1 del 12/01/2007, un cittadino presenta richiesta all’Ufficio Protocollo dello stesso comune (protocollo numero 3702) una richiesta, ai sensi della normativa e dei regolamenti vigenti, sull’evoluzione della questione a seguito della prima ordinanza al fine di stabilire se effettivamente l’acqua è o meno potabile, nonché per consentire la legittima richiesta di riduzione del canone dell’acqua potabile relativo agli anni 2006 e 2007 non solo non riceve alcuna documentazione, ma visto l’argomento non si è nemmeno degni di una risposta che spieghi le ragioni del rifiuto.
Sorge in maniera del tutto naturale il sospetto che la situazione non è cambiata rispetto alla non potabilità dell’acqua, ma risulta ancora più grave il fatto che conviene sempre non disturbare il manovratore intento a far si che meno se ne discute meglio è per tutti. Mi chiedo: ”è mai possibile che ancora oggi l’unica preoccupazione è il pagamento del canone e non la salute dei propri concittadini? Perché si approvano pani comunali di spiaggia e quant’altro allo scopo di incentivare il turismo quando materialmente non si è in grado di poter garantire i servizi minimi ai cittadini? La trasparenza dell’operato della pubblica amministrazione è solo utopia?”
Il problema, evidentemente, è molto più serio di quanto potrebbe sembrare ad una prima analisi, altrimenti non si riesce a comprendere per quale ragione non si possono avere questi atti ed al tempo stesso non si capisce il motivo per cui l’intero panorama politico rappresentato nel territorio selliese (pdci, pd, pdl, an, ecc.) non decide di organizzare una vera e propria mobilitazione sociale su un problema che, in fondo, interessa l’intera collettività e non il singolo. Forse è vero che i pozzi sono stati invasi da porcherie provenienti da pozzi neri situati nelle vicinanze e, pertanto, l’unico modo per uscirne sarebbe la creazione di un nuovo sistema idrico. Ma se mai si discuterà del problema, quando mai potremo avere acqua potabile dai rubinetti delle nostre case?
Sellia Marina (CZ), 9 giugno 2008
per il Coord. Regionale di Sinistra Critica
Pietro Maida