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il Quotidiano - 25.05.2008
Quello che è accaduto a Napoli potrebbe verificarsi in Calabria. «Scelte che danneggiano i cittadini»
Rifiuti, no alle logiche di profitto
Sinistra Critica contraria alle decisioni del Governo
DOPO Napoli a chi tocca? Questa domanda evoca qualcosa d'altro che riguarda «i diritti delle persone e l'esproprio della democrazia», siamo veramente convinti che la strada del confronto e della persuasione civile non fosse più perseguibile?
Lamezia Terme vi sembra così lontana da Napoli? Ebbene Sinistra Critica, dopo la scomparsa della rappresentanza della sinistra radicale in parlamento, ricorda che «ancora la democrazia esiste, nonostante il primo consiglio dei ministri del governo Berlusconi voglia risolvere l'emergenza rifiuti campana con là militarizzazione del territorio e la galera per chi protesta»
Dopo 14 anni di emergenza e commissariamenti, sanciti dal fallimento della strategia basata su discariche ed inceneritori per risolvere il problema dei rifiuti, il governo Berlusconi non trova di meglio che proseguire, in peggio, sulla stessa strada, affermano Giovanni Peta e Gennaro Montuoro del coordinamento regionale di Sinistra Critica, ma l'aspetto più inquietante risulta il ricorso al segreto militare nell'individuazione dei siti di scarico dei rifiuti».
Insomma, per Sinistra Critica «con un solo decreto si sottrae il controllo popolare e legale su gran parte delle questioni ambientali e sanitarie, un decisionismo che pagherà su tutto il territorio nazionale. E le vertenze dei No Tav e No Dal Molin o a quelle riguardanti il territorio calabrese, in particolare,Gioia Tauro, dove la popolazione si sta mobilitando contro il raddoppio del termovalorizzatore e dove si prevede l'insediamento del rigassificatore? Che cosa accadrà in Calabria?». Si chiedono Montuoro e Peta.
Il problema dei rifiuti in Calabria, simile a quello campano, desta maggiori preoccupazioni: lunga gestione commissariale, timida raccolta differenziata, termovalorizzatori o smaltimento in discariche. Per alcuni il problema è risolto creando discariche abusive, località Bellafemmina al Feoga, come anticipato dal Quotidiano, oppure, come svelato dalle cronache, i recenti fatti di Amantea, oppure la misteriosa vicenda della Jolly Rosso.
«Si tratta di atti amministrativi e scelte come il ponte sullo Stretto che favoriscono la logica del profitto delle imprese produttrici e delle lobby degli inceneritori, delle multinazionali che li costruiscono e delle multiutilities, e che in Calabria si uniscono allo sperpero di denaro pubblico e alle facili collusioni con la ‘ndrangheta»,affermano ancora Montuoro e Peta, secondo i quali «sono queste scelte a danneggiare la salute dei cittadini e l’ambiente, costringendo le popolazioni a fare le barricate».
La novità del decreto, aggiungono, riguarda «la militarizzazione del territorio, dichiarando tali siti «aree d'interesse strategico-militare» facendoli presidiare dall'esercito, si manda in galera chi protesta e chiunque s'introduca abusivamente o ne impedisca l'accesso. I promotori di disordini rischiano fino a cinque anni. E, per evitare che qualche Pubblico Ministero blocchi un impianto non conforme alla legge, la competenza sui rifiuti passerà alla commissione antimafia». Sinistra Critica «respinge la politica che accoppia difesa del profitto e repressione delle “classi pericolose”: i comitati locali, i migranti clandestini o senza risorse economiche; e per sconfiggere questa logica non possiamo che sostenere le legittime lotte della Campania».